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mercoledì 10 aprile 2013

Cristiano Semplice

Trovo giusto che un bimbo si senta il centro dell'universo e che un adolescente si ritenga unico ed inconoscibile (tra l'altro è vero!).
Andando avanti con l'età penso però che si dovrebbe arrivare ad una riconciliazione o perlomeno ad una mediazione con le altre persone e la società.

Personalmente sono credente cattolico, ma senza particolari connotazioni.
Non mi identifico né con i fanatici della tradizione né con quelli che chiamo modernisti.
In ognuna delle parti ci sono cose che approvo e altre da cui rifuggo.

Ragiono con la mia testa ma sono convinto che a volte sia meglio fidarsi e obbedire.

Proprio ciò che faziosi cristiani da opposte sponde non vogliono (ma forse è un fenomeno diffuso non solo in campo religioso...).
Insomma, c'è spesso il rifiuto di obbedire "a prescindere", caratteristico dei bimbi e degli adolescenti.

I tradizionalisti rifiutano in blocco tutte le novità dal Concilio Vaticano II in poi, mentre i modernisti rifiutano tutto ciò che è autorità religiosa, riti ecc.

Mi rendo conto che sto semplificando alla grande, ma mi preme affermare che, raggiunta una certa età, non ci si può continuare a sentire il perno dell'universo e considerare gli altri un'orda di progressisti eretici o, a seconda dei casi, un gregge di ottusi ignoranti.

Personalmente non ho né la stoffa del martire né quella dell'eroe.
Mi sento solo uno fra miliardi, dentro una comunità che travalica lo spazio ed il tempo e che si concretizza ogni domenica nei tanti sconosciuti cristiani semplici che sono a Messa accanto a me.


correnti ed eresie
liberi di non esserlo
ordinary servants (l'orgoglio del servitore)
unboxing Venere
Dio di ogni consolazione

8 commenti:

  1. Credo che il tuo pensiero si possa estendere anche ad altri ambiti e non solo quello religioso... aggiungerei, purtroppo.
    La società in cui viviamo ci dice che ognuno di noi è diverso e deve imporsi sulle personalità altrui (le pubblicità delle automobili sono un esempio più che lampante), ma nessuno dice mai il contrario, che poi alla fine è la verità è solo che ci rode ammetterlo.
    Io sono una che ha una visione realistica, spicciola e semplice della vita, bisogna accettare quello che si ha per ciò che è.

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    1. Proprio così.
      Ci mancano umiltà, modestia e senso del limite.

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  2. massimo raffaeli10 aprile 2013 23:54

    Purtroppo in questi ultimi anni è andato molto di moda portare tutto all'estremo. Ne è la dimostrazione la politica in primis, dove se non sei d'accordo su qualche questione il giorno dopo te ne esci fuori con una nuova formazione antagonista alla precedente. Purtroppo abbiamo perso l'equilibrio, il buon senso, abbiamo perso il ricordo che forse dialogando, confrontandosi si può giungere a condividere qualcosa di importante, a percorrere insieme un pezzo di strada. Siamo soli e soli vogliamo rimanere aggrappati alle nostre certezze e ai nostri valori irrinunciabili.

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    1. Grazie Massimo.
      Io pure penso che nella chiesa cattolica come in tanti raggruppamenti e comunità civili potrebbero convivere realtà con peculiarità proprie.
      Si dovrebbe lasciar da parte quella superbia per cui chi ci ha preceduto non capiva nulla e solo nel presente si conosce la verità vera.
      Inoltre siamo tutti democratici...a patto che la maggioranza la pensi come noi.

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  3. Parlando con un'amica mi sono ricordato di una frase attribuita a S.Padre Pio: È il caso che fa l'eroe, ma è il valore di tutti i giorni che fa il giusto.
    L'aspetto valoroso del quotidiano.

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  4. Anche io ritengo che il quotidiano abbia del valoroso e che richieda una grande forza d'animo e l'esercizio di tutte le virtù cristiane.

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  5. Insisto e aggiungo che, in un'epoca di sofismi e sottigliezze intellettuali o pseudo tali, bisogna saper sentirsi comunità anche con chi è brutto e ignorante da non aver mai letto un libro.

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